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Asiago Dop chiede più vigore nella tutela del Made in Italy

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Da Bergamo,per il G7 dell'Agricoltura,sono giunte notizie positive sulla tutela dei prodotti,con certificazione di identificazione geografica. 
Sottoscritta la Dichiarazione di Bergamo,che potrete leggere,nella specifica notizia,che abbiamo pubblicato nella rubrica "in primo piano" di agricolturaoggi.com

In tema di tutela dei marchi pregiati del Made in Italy,non possiamo ignorare quanto riferisce il Consorzio di Tutela dell'Asiago DOP.

Colpisce il tono preoccupato,che si evince dalla lettura del comunicato,nel quale così è scritto:

"E’ in atto uno scontro globale, senza esclusione di colpi che richiede, ora, un intervento forte del sistema politico italiano e comunitario contro i tentativi di delegittimare un comparto di interesse nazionale come quello delle Indicazioni Geografiche".

I vertici del Consorzio informano,come, negli ultimi tre mesi, sia  stato protagonista di un’intensa azione di tutela che ha visto il pieno riconoscimento dei diritti di proprietà intellettuale ed una serie di vittorie legali contro tentativi di usurpazione del marchio. Vittorie,ottenute in Cina, Giappone e Messico, paesi dove sono in corso i negoziati bilaterali con l’Unione Europea.

Il presidente del Consorzio Asiago DOP,Fiorenzo Rigoni,ricorda che ci sono iniziative di "organizzazioni di produttori nordamericani indirizzate al presidente Trump di non riconoscere le Indicazioni Geografiche negli accordi commerciali, è necessario che il sistema politico italiano prenda atto dell’attacco globale in corso e agisca, di concerto con la Ue, per salvaguardare i diritti di proprietà intellettuale legati ai prodotti DOP e IGP, la cui tutela coincide non solo con la difesa di interessi economici vitali ma con la difesa di un valore non negoziabile: ovvero l'identità e la cultura di intere comunità locali".

L'Unione Europea sta stringendo accordi con Giappone,Cina Messico e,come detto,il Consorzio ha messo in atto ( da solo,ci sembra di aver compreso) un'azione di tutela,proprio in questi paesi. Azione che,però,sembra aver dato i suoi frutti,e il Consorzio può contare su un’efficace protezione del marchio e della denominazione. Il risultato è stato rivendicato lo scorso 2 ottobre, a Ginevra, con un evento dal titolo "Indicazioni Geografiche: identità di territori", organizzato dal Ministero delle Politiche Agricole e dai principali consorzi di tutela nel contesto dell’assemblea generale dell’OMPI, l’Organizzazione Mondiale sulla Proprietà Intellettuale, agenzia delle Nazioni Unite, per sostenere lo sviluppo dell'Accordo di Lisbona, accordo multilaterale firmato nel 1958 per la protezione internazionale delle denominazioni di origine, in particolare nella sua versione rivista tramite l'Atto di Ginevra del 2015.

Ovviamente,il Consozio Asiago DOP condivide il contenuto della Dichiarazione di Bergamo,ma va oltre,essendo promotore di OriGIn, l’organizzazione non governativa che riunisce oltre 500 associazioni di produttori di Indicazioni geografiche, che rappresentano 40 diversi paesi.

Quest’anno, per la prima volta, OriGIn realizzerà la sua assemblea generale biennale in Italia, a Treviso, dal 17 al 19 ottobre. Un evento importante nel quale il Consorzio di Tutela sarà parte attiva e che vede, mercoledì 18 ottobre, nella conferenza “Towards a 2020 Geographical Indications (GIs) International Agendal’occasione per avviare un confronto su molti temi strategici come la tutela online, la sostenibilità, il rafforzamento delle associazioni e la compatibilità del sistema di tutela UE delle DOP e IGP con le norme internazionali.

Il Punto di Vista di OriGin

“L’azione di monitoraggio e di tutela a difesa della denominazione svolta dal Consorzio Tutela Formaggio Asiago in Cina, Giappone e Messico – afferma Massimo Vittori, direttore generale di OriGIn,- rappresenta senza dubbio un successo importante. Dimostra la necessità per i consorzi delle denominazioni che più soffrono di usurpazioni di adottare un approccio proattivo.

(foto - Massimo Vittori)

Il riconoscimento e la tutela delle denominazioni sui mercati esteri, tuttavia, non può essere lasciato interamente ai consorzi, perché i costi non sono sostenibili nel medio e lungo periodo. Gli accordi commerciali bilaterali dell’UE sono un’opportunità importante al riguardo. OriGIn segue da vicino questi negoziati, compresi quelli in corso con Cina e Giappone, e si adopera affinché eventuali opposizioni al riconoscimento delle Indicazioni Geografiche interessate siano valutate attraverso criteri strettamente giuridici, nel pieno rispetto della normativa internazionale in materia”.

 

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