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Teatro -Mediamuseum ... Ssu spunsalizie nen s'à da fà'

Teatro abruzzese al meiamuseum di Pescara,in Piazza Alessandrini!
Una stravagante proposta dal manzoniano racconto della avventure di Renzo e Lucia,nei Promessi Sposi.

Sono in programma due rappresentazioni, (oggi) martedì 13 e (domani) mercoledì 14 febbraio alle ore 21,00. 
Consigliata la prenotazione,come usa dire in questi casi.Anzi,bisogna proprio farla,rivolgendosi  alla segreteria del del Mediamuseum (085 4517898) o contattando il prof. Paolo Rosato (392 0998240).
 
Questa divertente versione abruzzese è ambientata sul Lago di Bomba,e la lingua usata è un abruzzese,con espressioni,ormai dimenticate,come "à ite a fà' la terra pe' li cice", cioè "è andato a fare la terra per i ceci", significa metaforicamente "è morto ed è stato sepolto sottoterra (non in una cassa, che non tutti potevano permettersi)", e letteralmente "è andato a concimare la terra su cui crescono i ceci". Ma perché i ceci, e non i fagioli, o qualche altra coltura? Scopriamo dapprima che l'espressione è di origine marchigiana e non abruzzese. Dopo, che ai tempi di Carlo Magno i ceci erano un alimento talmente importante che la sua coltivazione era obbligatoria, per legge, su tutto il territorio dell'Impero e, infine, che le Marche erano il confine meridionale di tale impero. Dunque, una espressione strana, bizzarra e curiosa è ricca di contenuti storici e culturali di primo acchito inimmaginabili.

I personaggi,sebbene collocati nell'Abruzzo interno nella media Valle del fiume Sangro,sono la trasposizione di quelli originali,quindi,come spiega l'Associazione Culturale Il Profumo,Don Rodrighe, il signorotto del paese, vuole impedire le nozze tra il terrone 'Nzine e la "padana" Lucietta, ovvero Cijètte, nata dal matrimonio tra la nostrana Agnese ed un non meglio specificato uomo del nord. «Ssu spunsalizie nen s'à da fà'», questa la minaccia che i bravi riportano al pauroso Don Abbondie.

Fra' Crisommele aiuterà i due giovani, forte della propria esperienza e della cieca fiducia nella "Divina Pruvvedenze". Cijètte si rifugerà in convento sotto la protezione della monaca di Mozzagrogna, ma Don Rodrighe riuscirà a farla rapire con la complicità de lu 'Nnummenate, un potente signore chietino, col quale troverà un accordo nonostante quest'ultimo sia tifoso del Chieti mentre lui lo è del Pescara. 'Nzine, dopo varie peripezie e dopo essere scampato alla peste, portata negli Abruzzi dai temibili Marchigiani, ritroverà Cijètte e potrà finalmente sposarla.
 
Il ticket d'ingresso è di 8 euro;ridotto 5 euro ( ne possono beneficiare allievi delle scuole di teatro, studenti delle scuole di ogni ordine e grado e delle università, accompagnatori dei portatori di handicap, ultrasessantacinquenni)
Ingresso gratuito per i portatori di handicap

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