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Oh San Ciatté… Salvaci…

Si celebra il 10 ottobre a Pescara la ricorrenza di San Cetteo, martire e patrono della città. Tanti fedeli si raccoglieranno in una devota condivisione di preghiera e di letizia nel centro storico, per assistere ai riti religiosi e alla solenne processione che porterà il busto del Santo, con la partecipazione dell’Arcivescovo e dei sacerdoti dell’Arcidiocesi, tra ali di folla.
La festa patronale testimonia e riscopre soprattutto antiche tradizioni e specificità del territorio. L'attuale Cattedrale di San Cetteo, nota anche come Tempio della Conciliazione, a ricordo della stesura dei Patti Lateranensi, venne edificata negli anni trenta del secolo scorso. 
Secondo ricostruzioni archeologiche, essa sorgerebbe nel sito di epoca romana in cui era stato eretto un Tempio dedicato a Giove e dove, in seguito, venne eretta l’antica chiesa di Santa Gerusalemme, i cui ruderi sono visibili di fronte alla Cattedrale. 
Al suo interno si può ammirare "San Francesco orante nella grotta della Verna", un prezioso dipinto del Guercino donato da Gabriele d’Annunzio all’abate. E poi il "Crocifisso" di Donatello (tratto dallo stesso calco di quello, più famoso, che sovrasta l’altare maggiore nella basilica di Sant’Antonio a Padova). E ancora la tela rappresentante la “Regina dell’Itala Gente” del pittore Giuseppe Felici di Macerata, e il monumento funebre (opera dello scultore Arrigo Minerbi) dedicato a Luisa De Benedictis, madre di d’Annunzio. Si narra, tra le versioni agiografiche del Santo, che nell'anno 596, essendo il popolo pressato dalle ingiurie dei tiranni longobardi Aloiso e Umblone, il buon cittadino Fredone si rivolse per intercessione al Vescovo Cetteo. Ma quest'ultino, sospettato di parteggiare per Aloiso, sconfitto da Umblone, fu accusato di tradimento e gettato dal ponte nel fiume con le mani legate dietro la schiena e con una grossa pietra al collo, nel giugno del 597. La leggenda racconta che il corpo fu trovato da un pescatore di Giadera. Non sapendo chi fosse, gli fu dato il nome di Pellegrino. Nelle notti che seguirono, sulla fossa nella quale egli era sepolto apparvero delle luci miracolose. Allora un padre andò lì a pregare con il figlio cieco dalla nascita. Il ragazzo acquistò la vista. Poi si seppe del martirio di Cetteo e si ritenne che il suo corpo fosse stato trasportato nel luogo dagli angeli. Così il Vescovo Cetteo, vittima dell'incomprensione umana ed eroe della fede, diventò il Santo Patrono: "Oh San Ciatté, Patrone de Pescara, salvaci da lu fiume e da lu mare!". (Daniela Quieti)

 

 

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